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LA PUGLIA
Il Salento (Sud Puglia), molo naturale nel Mediterraneo
che diventa paradossalmente ponte con l'Europa.
Il Salento è un condensato di 3000 anni di civiltà
"europee" e "mediterranee": un turista ignaro che
arriva qui si trova catapultato, come un eroe dei videogiochi, in un passato
ancora vivissimo e se voi chiedete a quel turista ignaro qual è
la sensazione che ha provato venendo in questa terra, la sua risposta
sarà certamente una sola: "qui si ha la sensazione di camminare
tra morti viventi, in una dimensione temporale che appartiene al presente,
al passato e al futuro assieme, in una dimensione in cui la linea di confine
tra queste tre categorie è del tutto abolita.
E questa la tipicità del Salento: un Passato
che non è mai passato. E' un luogo dove si cammina nella storia,
dove ad ogni angolo calpesti vicende di uomini e di mille razze, dove
lo spirito aleggia nel presente da un passato che non ha mai voluto essere
tale, dove il presente non è mai presente assoluto ma è
insieme passato e futuro.
Qui si rischia ad ogni passo di inciampare nella grande
cultura araba, in quella francese dei Normanni e degli Angioini, in quella
tedesca degli Svevi e di Federico II, in quella greca che puoi sentire
direttamente dalla voce antica dei grecofoni della Grecìa Salentina. Ho sempre sognato di cambiare l'ordine delle tessere
del mosaico di Otranto, questo enorme calderone di razze e culture e ricomporre
le tante storie in modo diverso di maniera che si possano leggere in una
prospettiva presente e non più passata.
Ho sempre sognato di seguire una delle tante direzioni
indicate dai rami dell'Albero della Vita per vedere dove avrebbe condotto,
ora lo so: le radici di quell'albero affondano in questa terra ma i rami
sono protesi verso il mondo.
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La Città di Lecce - La Grecìa Salentina - La Costa Sud
La Puglia terra di passaggio di mille popoli.
Un patrimonio archeologico ed epigrafico di straordinario
interesse può essere ammirato presso il Museo Provinciale di Lecce
(il più antico della regione): statue, trozzelle, fibule, crateri,
ceramiche dipinte e invetriate, terrecotte d'importazione e locali che
testimoniano il passaggio di molte colonizzazioni tra cui quella Messapica,
Greca e Romana.
Dominazioni straniere in terra di Puglia:
- periodo paleolitico: popolazioni illiriche (messapi e iapici)
- VIII secolo a..C: coloni greci
- 326 a.C.: dominazione Romana
- 553 d.C.: dominio Bizantino
- XI sec: dominio Normanno
- Federico II
- 1266: dominazione francese (Angioini)
- 1442: dominazione aragonese
- 1800: seconda dominazione Spagnola
Tutti questi popoli hanno lasciato un segno, che è diventato ricchezza
e patrimonio della cultura pugliese.
Il Salento
Il Salento inizia a Lecce e finisce proprio
sul tacco d'Italia, spostato a Oriente come se un Dio greco, per divertirsi,
avesse tirato verso di sé quello stivale. Terra d'Otranto si chiamava
il Salento, terra di Normanni. E la citta' che le dava il nome era una
piccola potenza marinara affacciata sull'Oriente con i suoi monasteri
basiliani come San Nicola di Casole, uno dei luoghi più colti e
sofisticati dell'Europa del duecento. Lì si copiavano manoscritti
preziosi, lì si parlava greco e latino, lì si approdava
da Parigi come da Bisanzio. Il monastero di Casole esercitò dal
XI al XV sec. in tutto il Meridione d'Italia una funzione culturale anticipatrice
del fenomeno umanistico dell'Italia centro-settentrionale. Qui fiorì
un centro operoso di studi che raccolse gli antichi codici greco-latini.
Presso lo scriptorium casolano sorse nel 1160, per la prima volta in Europa,
la Casa dello Studente, poichè la seconda fiorì a Londra
nel 1183. La scuola di Casole divenne il punto d'incontro degli studiosi
d'Oriente e d'Occidente, i quali si scambiavano i codici, le esperienze
e il sapere.
LECCE "FIRENZE DEL SUD"
Lecce, Capoluogo della provincia, è
centro spirituale, culturale ed economico del Salento. La città
è situata a 11 chilometri dalla costa adriatica ed a 23 da quella
ionica.
Si vuole che, fondata da Malennio, figlio di Dasumno e primo re dei Salentini,
1211 anni prima di Cristo, la Città venisse, dopo la distruzione
di Troia, occupata da Lictio Idomeneo che, oltre a darle il nome, ne avrebbe
introdotta la cultura greca. Ma questa è leggenda e con le leggende
non si fa storia.
Le origini di Lecce restano, quindi, tuttora avviluppate
da un fitto velo di mistero a diradare il quale ben poco soccorrono gli
antichi geografi, nei cui testi non si trovano che vaghi accenni sulla
esistenza e sulla consistenza di questo capoluogo.
Per le sue tradizioni intellettuali meritò l'appellativo
di ATENE DELLE PUGLIE. Nonostante l'evoluzione dei tempi alla quale Lecce
non è rimasta estranea, la città conserva ancora il suo
aspetto di antica cittadina, che le conferisce un'espressione d'arte.
Lo stile predominante è, com'è noto, il
barocco che qui assume forme sì leggiadre e di tale peculiarità
da non trovare riscontro in nessun'altra manifestazione del genere, di
altre località. Da questa sua caratteristica le è derivata
la denominazione di FIRENZE DEL BAROCCO, come ebbe a definirla il Gregorovius.
Il Capoluogo del Salento vanta un patrimonio monumentale che
a buon diritto forma oggetto della più appassionata ammirazione
da parte di chiunque vi capiti e che poche città possono offrire.
Patrimonio per la massima parte costituito da edifici
sorti tra la fine del '500, quando lo stile rinascimentale stava per sfociare
nel barocco, ed i principi del '700, quando il barocco accennava a forme
di maggiore compostezza. È durante tale periodo che Lecce si arricchisce,
per il mecenatismo della Chiesa, dei suoi più fastosi edifici ecclesiastici,
nella cui costruzione maestri ed artigiani, gli uni nell'ideare, gli altri
nell'eseguire, hanno gareggiato per genialità e forza creativa,
dando ad ogni nuova costruzione un'impronta inconfondibile di originalità,
anche se talvolta esuberante. Sorsero così i complessi di Piazza
del Duomo col Palazzo del Seminario, l'Episcopio, la Cattedrale e la Torre
Campanaria, la Basilica del Rosario, le Chiese di S. Chiara, S. Matteo,
le Grazie e la Basilica di S. Croce, che costituisce il più importante
monumento dell'epoca.
Non si creda, però, quando si sono visti gli
anzidetti monumenti, che si sia esaurito ogni interesse artistico nei
riguardi di Lecce. È questa una città che ad ogni piè
sospinto offre al visitatore la sorpresa di un portale, di un loggiato,
di un archetto, di una bifora di deliziosa fattura e quasi sempre arieggiante
lo stesso stile che si ripete e si rinnova come un '«leit motiv»
musicale, nella sinfonia di forme e di espressioni che gli artisti di
altri tempi seppero comporre. È una specie di ricamo che si adagia
su tutta la città con la leggerezza di un merletto.
LA PARTE GRECA DEL SALENTO: Kalos Irtate
Nel cuore del Salento, tra Lecce, Otranto e
Gallipoli, esiste un'area con lingua, tradizioni, architettura, riti di
orgine greca, la Grecìa Salentina.
Questa è la terra del sole, il sole è
l'emblema di ben tre comuni della Grecìa, ad esso è rivolta
la faccia larga dei menhir, vigili testimoni del tempo, ed è sempre
il sole che è cantato in tanti componimenti poetici. Il sole ha
modellato gli ulivi secolari, dona il caldo colore dorato alla pietra
leccese, dà corpo ai sapori della ricca cucina mediterranea.
Le genti egee e micenee cominciano a frequentare il
Salento dal XVI sec. a.C. Si inizia a seppellire i morti in tombe costruite:
i dolmen; i menhir invece sono pietre lunghe nel terreno con la faccia
larga rivolta verso il sole. Nascono le prime città ad opera dei
Messapi. Ad essi succedono i Romani. La guerra greco-gotica e la lotta
iconoclasta in Oriente causano le prime migrazioni di greci nel Salento.
L'impero bizantino occupa una buona parte dell'Italia meridionale e ne
fa una provincia dell'impero. Dall'Oriente giungono funzionari, soldati
e i monaci basiliani italo-greci che ellenizzano profondamente il Salento.
Questi monaci si nascosero in un primo momento costruendo delle cripte
sotto terra, chiese bellissime decorate con affreschi bizantini. Successivamente
costruirono i monasteri, tra cui importantissimo il monastero di S.Nicola
di Casole a Otranto che fu la seconda biblioteca più grande del
Mediterraneo (dopo quella di Alessandria) che raccoglieva molti libri
greci e latini. Qui nasce anche la prima casa dello studente in Europa.
Qui si incontravano gli studiosi di tutta Europa per consultare questi
libri preziosi e per scambiarsi idee e teorie.
Si diffonde in questo periodo la coltivazione dell'olivo
e con esso la lavorazione delle olive in frantoi ipogei, attivi dal 400
al 900. I monaci greci insegnano alla gente locale molte tecniche agricole
innovative che venivano dall'Oriente. In particolare la punta d'acciaio
dell'aratro (di cui abbiamo testimonianza nel mosaico di Otranto) viene
introdotta per la prima volta in Europa in questa zona. Con l'olio proveniente
dai frantoi di questa zona si illuminava tutto il Nord Europa (la Svezia,
la Norvegia, Londra), ogni settimana partiva da Otranto e da Gallipoli
una nave piena d'olio d'oliva diretta verso quelle zone. Questi greci
insomma influenzano non solo gli usi, costumi, musica e architettura ma
anche la lingua: nei 9 paesi della Grecìa Salentina tuttora la
gente parla come seconda lingua la lingua grìca (un misto di lingua
greca antica e dialetto locale). Ai greci succedono poi altre popolazioni
come i Normanni e poi gli Spagnoli. Dunque in questa parte d'Italia è
possibile ritrovare l'influenza di tanti popoli e di tante culture.

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