Studiare l'italiano in Puglia

Una regione speciale tra storia, cultura e tradizioni antiche

Puglia: tra storia, arte, tradizioni e splendide spiagge

Studiare l’italiano in Puglia significa entrare in contatto con un mondo di storia, arte e tradizioni. Come possiamo descrivere la Puglia, una regione che ovunque guardiamo offre sensazioni diverse, nuove sfaccettature, tesori nascosti, habitat inesplorati, antiche tradizioni. Questa domanda accompagnerà i viaggiatori nelle loro peregrinazioni attraverso questa terra.

Tutte le città, i paesi, i borghi vi lasceranno con la convinzione che non sarà mai possibile descrivere la Puglia in pieno, perché questa striscia d’Italia con la sua costa a est sul Mediterraneo non è tutto ciò che si vede o che si può toccare o assaggiare, ma c’è ben altro. Dal Gargano al Salento, la Puglia è ricca di inestimabili tesori e gioielli architettonici, alcuni siti UNESCO, Patrimonio dell’Umanità, luoghi così belli da essere considerati parte della ricchezza comune del mondo.

La costa: spiagge e scogliere

Studiare l’italiano in Puglia significa anche godersi un mare che ha pochi eguali in Italia. Il paradiso è a portata di mano in Puglia, con i suoi mari cristallini, baie dorate, scogliere selvagge e dune coperte di macchia mediterranea. Le spiagge qui hanno soprannomi come “le Maldive” o “i Caraibi”.
Ai piedi di precipizi scoscesi si nascondono piccole spiagge incantevoli che cambiano forma in base al ritmo irregolare e impulsivo delle onde battute sulle scogliere. Queste scogliere sono spesso alte e inaccessibili, eppure pullulano di grotte e gole che formano una costa frastagliata.
Il Salento offre una costa varia: le strette coste sabbiose lasciano il posto a precipizi scoscesi con grotte marine e calette intime e invitanti.

costa sud

Il premio “le 5 Vele” per il mare più pulito

Dal Gargano al Salento, dalle baie sul Mar Ionio alle spiagge della provincia di Lecce, molte località hanno ottenuto la certificazione Bandiera Blu e il premio “le 5 vele” in riconoscimento della bellezza del loro litorale, della loro acqua pulita e della qualità dei servizi offerti bagnanti.

Il Salento

Il Salento è la punta del tacco. Si è spostato verso est come se un dio greco, per divertirsi, avesse gettato lo stivale verso oriente. “Terra d’Otranto” era chiamata il Salento, terra dei Normanni.
La città che diede il nome a questa terra fu una piccola potenza marittima affacciata a est con i suoi monasteri greco-ortodossi come San Nicola di Casole, uno dei luoghi più colti e sofisticati d’Europa nel XIII secolo. Lì furono copiati preziosi manoscritti, la gente parlava greco e latino, là gente arrivava da Parigi come da Bisanzio per studiare la filosofia greca. Il monastero di Casole ha avuto dall’XI al XV secolo in tutto il Sud Italia un ruolo culturale che anticipò il movimento umanistico dell’Italia settentrionale.

Il monastero di Casole: la prima Università del Mediterraneo

Qui fiorì un centro attivo di studi che raccolse gli antichi codici greco-latini. Per la prima volta in Europa, nello “scriptorium casolano” sorse nel 1160, unaa Student’s House, la seconda rosa a Londra nel 1183.
La Scuola di Casole divenne il punto d’incontro dei ricercatori dell’Europa orientale e occidentale, che si scambiavano libri, esperienze e conoscenze.

Il Salento, finis terrae, è una terra sinuosa che vive attraverso le sfumature dell’immaginazione.

Otranto, la “Porta d’Oriente”

Otranto, un “crocevia di culture”, è un luogo dove lo studente può incontrare le culture del passato: gli arabi, i greci, i messapi, gli spagnoli, i normanni, i celti e gli svevi. Nel Salento si respira un’atmosfera particolare infestata da presenze indefinite.
È una terra di dolmen e menhir, di grotte preistoriche di straordinaria importanza, siti archeologici e luoghi che sembrano magici. E ‘celebrato dai più famosi scrittori come Virgilio (Enea approdato al Salento per fondare Roma) o Horace Walpole, lo scrittore inglese del 1700 che scrisse il romanzo “Il castello di Otranto”; terra che è oggetto di studi storici e antropologici da ricercatori stranieri di fama internazionale.

Terra di transito, tutti gli antichi popoli che viaggiano tra Est e Ovest hanno lasciato il segno qui.

La gastronomia pugliese

Studiare l’italiano in Puglia significa anche entrare in contatto con una gastronomia unica fatta principalmente di ingredienti poveri e semplici.
I suoi abitanti, pastori e pescatori, riuscirono ad utilizzare gli ingredienti a loro disposizione con genialità e gusto: olio, grano e verdure dalla terra e pesce dalla fascia costiera, bagnata dall’Adriatico e dallo Ionio.

Questa è una terra dove i Greci, i Bizantini, gli Arabi, gli Svevi, gli Aragonesi e gli Spagnoli hanno influenzato l’architettura, la lingua e anche, se pur parzialmente, le abitudini in cucina.

La Puglia è una regione fantastica, capace di assecondare tutte le esigenze.
Il mare, la natura, le architetture di città come Lecce e Otranto, la cucina e l’ospitalità della popolazione vi faranno piangere al momento di ritornare a casa, come recita anche il famoso detto: “I forestieri in puglia piangono due volte: quando arrivano e quando vanno via!”.

Lecce, la Firenze del Sud

Il capoluogo della provincia è Lecce, “la Firenze del Sud Italia“. È una città in cui perdersi è, più che un incidente di percorso. È un dovere dell’intelletto. Lecce è la casa del Barocco che è, più che uno stile architettonico, un modo di vivere. Il tempo a Lecce passa attraverso le sue strade tortuose, attraverso luoghi che non riconosceresti mai, perché le strade cambiano continuamente prospettiva.

Il Salento, finis terrae, è una terra sinuosa che vive attraverso le sfumature dell’immaginazione.

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